Lost Dreams
Ma perchè? La logica mi faceva apparire impossibile che un viaggio con una spinta in avanti così forte potesse rigettarmi indietro.
Ed invece ero là a ripensarci ancora, ai quei sogni perduti che non avrei più dovuto e voluto ritirar fuori. Almeno per dimostrarmi di essere andata avanti.
Alcuni persi perchè diventati parte della realtà contingente che li aveva privati della straordinarietà dell'immaginazione.Altri morti, lacerati dallo scontro con la fisicità sulla quale li avevo impiantati. Per illudermi che fossero reali.
Ma mi ero riempita a tal punto di quei sogni che li aggiunsi alle cose a me attorno, in modo che successivamente non rivedevo più queste come mi erano apparse in principio. In realtà, solo perchè erano in me, non erano caratteristiche invetate che aggiungevo alle persone e alle cose. Non conoscevo quasi niente della psicologia umana e tutto, anche me stessa, mi sembrava falso, inesistente e vuoto.Credevo che ciò che amavo avesse preso importanza solo quando faceva riferimento all'idea che mi ero fatta in testa, che amassi per dimostrare la grandezza del mio amore.

Dovrei lasciarli andare, sono persi ormai.Ma spesso tornavo ad utilizzarli, in quei momenti in cui, cercando sonno nel letto o navigando per le città e le varie vite possibili in treno, mi ritrovavo a costruire storie nella mente, fotogramma per fotogramma, con me come protagonista. E' un'abitudine che porto sin da bambina, insieme a quella del camminare sola senza meta per le strade soltanto per osservare. Ma dovevo controllare la mia ossessione per il tempo. Ho sempre un argomento in testa che sembra ritrovare riscontri in tutto l'universo e che non posso dimenticare finchè non accetto la sua esistenza. Come fu con l'incomunicabilità, con il tempo in quel periodo. Ma avevo troppa voglia di ricordare, raccontare e trovare i nessi logici-psicologici-filosofici degli avvenimenti.
Quella sera di ritorno da un viaggio, mi aspettavo incosciamente di tornare ai tempi in cui quei sogni non erano ancora perduti. Ma ritrovata ancora una volta con l'illusione che potessero tornare , soffocai la voglia di rievocarli per sentirli ancora vicini, non così distanti nel tempo. La soffocai, dimostravo di riuscire a non parlarne con i miei amici,ma trovai conforto nell'universo astratto del web, che tanto bene si prestava all'astrattezza del ricordo e che mi permetteva di credere di andare avanti, nella vita Reale, non virtuale.
